Quando si trovano alle prese con un bambino che “non dorme” o “vuole dormire solo nel lettone” o si sveglia più volte durante la notte, molti genitori entrano in crisi o cercano strategie “miracolose” per risolvere il “problema”. Molti non sanno però che il sonno dei bambini segue ritmi diversi rispetto a quello degli adulti e che alcuni dei “metodi” proposti per far dormire i bambini da soli possono avere conseguenze pesanti sull’equilibrio psicologico e affettivo dei figli.

Proprio per informare i genitori dei rischi legati all’applicazione di questi metodi, l’Associazione Australiana per la Salute Mentale Infantile (AAIMHI) ha pubblicato nel novembre 2002 un position paper sulla tecnica dell’estinzione graduale del pianto.

Documento originale Australian Association for Infant Mental Health Inc. Position Paper 1: Controlled Crying (pdf in inglese)

Traduzione:

Estinzione graduale del pianto: la posizione dell’Associazione Australiana per la Salute Mentale Infantile (AAIMHI)

L’Associazione Australiana per la Salute Mentale Infantile ha (anche) come scopi:

– aumentare la consapevolezza dei professionisti e della società che l’infanzia è un periodo critico nello sviluppo psico-sociale, e

– lavorare per il miglioramento della salute mentale e lo sviluppo di tutti i bambini e le famiglie .

Definizione: l’estinzione graduale del pianto (nota anche come addestramento al sonno attraverso il controllo del pianto) è una tecnica ampiamente usata per gestire neonati e bambini che non si addormentano da soli o che si svegliano di notte. L’estinzione graduale del pianto consiste nel lasciar piangere il bambino a per periodi di tempo sempre più lunghi prima di intervenire per consolarlo. L’estinzione graduale del pianto ha lo scopo di far sì che i bambini si addormentino da soli e non piangano o chiamino i genitori  durante la notte.

L’Associazione Australiana per la Salute Mentale Infantile esprime la sua preoccupazione riguardo alla tecnica ampiamente praticata dell’estinzione graduale del pianto, perché essa non tiene conto degli elementi di cui i bambini hanno bisogno per un’ottimale salute emotiva e psicologica, e può avere conseguenze negative indesiderate.

Preoccupazioni dell’AAIMHI

• Questa affermazione si fonda sulla consapevolezza che il pianto è per i bambini un modo di comunicare una condizione di disagio, psicologico o fisico, e non un “capriccio”.

• I neonati devono adattarsi ad un mondo totalmente nuovo e anche piccoli cambiamenti possono essere stressanti per loro. Lasciare i bambini a piangere senza confortarli, anche per brevi periodi di tempo, può essere molto doloroso per loro.

• Per un neonato o un bambino, piangere è un modo per segnalare una condizione di dolore o disagio. Anche se l’estinzione graduale del pianto può far smettere i bambini di piangere, ciò insegna ai bambini a non chiedere o aspettarsi sostegno quando si trovano in difficoltà.

I neonati da circa sei mesi di età soffrono di ansia a diversi livelli di intensità quando sono separati dalle persone che si prendono cura di loro. Questo continua fino a quando i bambini imparano che le persone care torneranno dopo essere uscite, e che nel frattempo loro sono al sicuro. Questo apprendimento può richiedere fino a tre anni.

• Quasi tutti i bambini smettono di aver necessità di svegliarsi di notte ed essere rassicurati attorno ai tre o quattro anni di età, molti bambini smettono molto tempo prima.

• I bambini hanno maggiori possibilità di sviluppare saldi legami di attaccamento quando ricevono prontamente risposta, in modo coerente ed appropriato, al loro pianto che è espressione di disagio. I legami di attaccamento nella prima infanzia sono il fondamento per una buona salute mentale in età adulta.

I bambini i cui genitori rispondono e confortano immediatamente il pianto imparano a consolarsi più rapidamente nel lungo periodo, man mano che sviluppano la certezza che i loro bisogni di conforto emozionale saranno ascoltati e soddisfatti.

• Le esigenze dello stile di vita occidentale e qualche consiglio di “esperti” ha portato i genitori ad aspettarsi che tutti i neonati e bambini piccoli dormano tutta la notte a partire dai primi mesi o addirittura settimane. In realtà i bambini piccoli tendono a svegliarsi più spesso durante la notte rispetto ai bambini più grandi o agli adulti perché i loro cicli di sonno sono molto più brevi. Questi brevi cicli di sonno consentono ai bambini di sperimentare di più il sonno REM, che è considerato importante per il loro sviluppo cerebrale.

• Molti genitori diventano stressati ed esausti quando i loro neonati e bambini piangono di notte, in parte a causa dello sforzo fisico di alzarsi e andare da loro per farli riaddormentare, e, talvolta, in parte a causa delle aspettative irrealistiche che i bambini “dovrebbero” dormire tutta la notte.

Estinzione graduale del pianto: documento dell'AAIMHI - il PrimoSensoMolti bambini e genitori dormono meglio quando dormono insieme. Non c’è alcuna ragione legata allo sviluppo infantile per cui i neonati dovrebbero dormire separati dai loro genitori, e nella maggior parte del mondo i bambini dormono con i loro genitori o altri membri della famiglia, nello stesso letto o in una culla accanto al letto dei genitori. Non si deve mai dormire con i bambini quando un genitore fa uso di droghe o alcool, o se le coperte sono troppo morbide. [Tutti i genitori, che dormano o meno con i bambini, dovrebbero controllare le linee guida in materia di sonno sicuro per i bambini per evitare il rischio di SIDS, ad esempio il sito del Ministero della Salute , la brochure del Ministero della Salute , il sito Genitori Più]

• Molti genitori trovano vantaggiosa l’estinzione graduale del pianto e questo è uno dei motivi della sua popolarità. Per altri genitori invece non funziona, o provoca così tanto stress al genitore e al bambino da essere interrotta.

• Non siamo a conoscenza di studi scientifici, ad esempio studi di laboratorio sul sonno, che abbiano valutato i livelli fisiologici di stress dei bambini che subiscono l’estinzione graduale del pianto, o il suo impatto emotivo o psicologico sul bambino durante la crescita.

Indicazioni dell’AAIMHI sull’estinzione graduale del pianto

È normale e fisiologico per neonati e bambini non dormire tutta la notte e richiedere attenzione da parte dei genitori. Questo non deve essere considerato un disturbo se non oltrepassa ampiamente i parametri considerati normali.

• I genitori devono essere rassicurati sul fatto che rispondere ai bisogni del loro bambini e al loro pianto non causerà un “vizio” permanente.

• I risvegli nei bambini più grandi possono essere causati dall’ansia da separazione, una naturale tappa dello sviluppo, e in questi casi dormire con o accanto a un genitore è una valida opzione. Questo spesso permette a tutti di dormire bene tutta la notte.

Tutti i metodi per aiutare i genitori a dormire bene la notte non dovrebbero compromettere le esigenze di sviluppo ed emotive del bambino.

• Se si deve utilizzare l’estinzione graduale del pianto, sarebbe più appropriato farlo quando il bambino comprende già il significato delle parole dei genitori, in modo che possa sapere che il genitore tornerà e che possa sentirsi al sicuro senza la presenza del genitore. Dal punto di vista dello sviluppo infantile, questo richiede circa tre anni. Il raggiungimento di questa fase dello sviluppo varia da bambino a bambino: osservare e rispondere ai segnali del bambino è il modo migliore per valutare quando si sente al sicuro a dormire da solo.

• Prima di iniziare un programma di estinzione graduale del pianto, si deve compiere una valutazione professionale completa dello stato di salute del bambino e delle relazioni all’interno della famiglia. Si dovrebbe valutare anche se effettivamente la frequenza di pianto del bambino oltrepassa i livelli considerati normali. Si dovrebbero intraprendere tutti gli sforzi possibili per collegare tra loro i genitori in una comunità di reciproco sostegno, per ridurre al minimo l’isolamento e la frustrazione che molti genitori sperimentano prendendosi cura di un bambino. Si devono sempre discutere con i genitori altre strategie, presentandole come alternative preferibili all’estinzione graduale del pianto.

• Se un neonato o un bambino ha già sperimentato la separazione da un genitore a causa di malattia, assenza del genitore o adozione, o se lui o lei presenta elevati livelli di stress, il metodo non deve essere utilizzato. Questo perché i bambini che hanno già sperimentato traumi da separazione sono più vulnerabili agli effetti negativi dello stress causato dall’estinzione graduale del pianto.

• Quando lo stress dei genitori causato dal pianto del bambino può portare al rischio di abusi è essenziale che i genitori siano assistiti dai servizi sociali e siano coinvolti in interventi terapeutici.

• I genitori devono essere avvertiti che il metodo non è stato convalidato da studi scientifici che ne dimostrino la sicurezza relativamente ai livelli di stress del bambino o all’impatto sul suo sviluppo emotivo.

• In caso si decida di applicare questo metodo, si raccomanda di usare la massima prudenza e fare attenzione alla sicurezza. Ad esempio, occorre prestare attenzione al livello di stress del bambino piuttosto che al numero di minuti durante i quali il bambino deve essere lasciato a piangere e non continuare ad adottare una qualsiasi tecnica, se non sembra giusta.

Riferimenti

La bibliografia seguente non fa riferimento a studi specifici sull’impatto dell’estinzione graduale del pianto su neonati perché non ci sono studi di questo genere. Gli articoli citati riportano informazioni di carattere generale relative al sonno e alla comprensione dei bambini e dello stress.

1. Bell, S. M. & Ainsworth, M.D. (1972). Infant crying and maternal responsiveness. Child Development, 43, 1171-1190

2. Blurton Jones, N. (1972). Comparative aspects of mother-child contact in Blurton Jones, N. (ed) Ethological Studies of Child Behaviour.  Cambridge: Cambridge University Press.

3. Bowlby, J. (1973). Attachment and loss:2. Separation. Harmondswroth, Middlesex: Penguin.

4. Dolby, R. (1996) Overview of Attachment Theory and Consequences for Emotional Development in Seminar 15. Attachment: Children’s Emotional Development and the Link with Care and Protection Issues  Sydney: Child Protection Council.

5. Hope, M.J. (1986) Selected Paper No 43 Understanding Cyring in Infancy. Kensington, NSW: Foundation for Child & Youth Studies.

6. Keller, H. et al (1996). Psychobiological aspects of infant crying. Early Development and Parenting, 5(1).

7. Lamport Commons, M. & Miller, P.M. Emotional learning in infants: A cross-cultural examination http://www.naturalchild.comiresearchlemotional learning infants.html

8. Leach, P. (1994) Children First: What we must do, and are not doing — for our children today. London: Penguin.

9. McKenna, J and L Gartner (2000) Sleep Location and Suffocation: How Good Is The Evidence? Pediatrics vol. 105 (4) 917-919

10. McKenna, James J (2000) Cultural Influences on Infant Sleep (abbreviated chapter) Zero To Three Vol 20, No 3, 9-18.

11. Odent, M. (1986) Primal health: A blueprint for our survival. London: Century Hutchinson.

12. Perry, B. D., Memories of Fear: How the Brain Stores and Retrieves Physiologic States Feelings, Behaviors and Thoughts from Traumatic Events http://www.childtrauma.org/CTAMATERIALS/Memories.ASP

13. Perry, B.D. & Pollard, R. (1998) Homeostasis, stress, trauma, and adaptation: a neurodevelopmental view of childhood trauma. Child and Adolescent Psychiatric Clinics of North America, 7; 1:33-51.

14. Trevathan, W. and McKenna, J. (1994) Evolutionary environments of human birth and infancy: Insights to apply to contemporary life in Children’s Environments, 11(2), 88-104.

Alternative suggerite al metodo dell’estinzione graduale del pianto

Diverse possibili alternative si possono trovare nel sito del Dr William Sears www.askdrsears.com, che ha scritto anche diversi libri utili, tra cui:

– William Sears, Bambini “capricciosi”. Capire il temperamento del bambino per rispondere ai suoi bisogni. Red edizioni, 2006.

– William Sears, Genitori di giorno e di notte. Come far dormire vostro figlio, Edizione Da mamma a mamma, 2011.

The Baby Book, Revised Edition: Everything You Need to Know About Your Baby from Birth to Age Two, Published by Little, Brown and Company 2003.

Altre possibilità alternative:

– Fleiss, P. M. ,Hodges, F.M. Phil. D, 2000, Sweet Dreams: A Pediatrician’s Secrets for Your Child’s Good Night’s Sleep, Los Angeles: Lowell House

– Gordon, Jay e Goodavage, Maria, Good Nights, NY St Martin’s Griffin, 2002

– McKay, Pinky, Parenting from the Heart e 100 ways to stop crying.

– Hope, M. (1996) For Crying Out Loud!: Understanding and Helping Crying Babies Randwick: Sydney Children’s Hospital

– Il sito ‘Natural Child’ contiene molti articoli per genitori www.naturalchild.com

– Elizabeth Pantley, Fai la nanna senza lacrime, Pickwick, 2014

– Tracey, Norma et al Sleep for baby and family PIFA 2002, 02 82301646

Nota alla traduzione: per le indicazioni sulla SIDS i link originali sono stati sostituiti con altri che rimandano ad informazioni in italiano; per i libri tradotti in italiano è stata indicata l’edizione italiana corrispondente a quella presente nel documento originale.

 

Estinzione graduale del pianto: la posizione dell’Associazione Australiana per la Salute Mentale Infantile (AAIMHI)

Puoi trovare altre informazioni sul sonno dei bambini in questi articoli:

Perché il mio bambino non dorme? Alcune considerazioni sul sonno dei bambini

Sogni d’oro! Massaggio infantile e sonno del neonato e del bambino

Fate la nanna: avete provato il metodo Estivill?

Facciamo la nanna di Grazia Honegger Fresco

 

Foto di Pedro Klien su Flickr, ashleighmosley su Flickr.

.