La mamma di un bambino di tredici mesi ci pone questa domanda:

Il mio bambino ha più di un anno e non so se proseguire l’allattamento. Per ora non sento il desiderio di smettere di allattare, ma ho alcuni dubbi: ci sono controindicazioni a prolungare l’allattamento oltre i dodici mesi?

Giuditta Mastrototaro, pedagogista, esperta nelle relazioni educative familiari e insegnante AIMI risponde con un articolo sull’allattamento dei bambini grandicelli.

L’allattamento è un elemento prezioso nella relazione. Le mamme che allattano felicemente oltre i primi mesi descrivono la loro relazione come un abbraccio pieno di complicità, di fiducia e di sicurezza affettiva. Un bambino grandicello che poppa è un bambino che trova nel seno non solo il nutrimento ma anche protezione e rassicurazione: per ogni volta che si sente disorientato, si è fatto male o desidera ripristinare un contatto con la mamma dopo una separazione.

Molti sono i dubbi che la nostra cultura istilla nelle madri che allattano, ma molti sono anche gli studi che ci confermano i benefici dell’allattamento.

Allattare il bambino oltre l’anno fa bene alla sua salute

Dal punto di vista fisiologico. La natura ha previsto che ogni cucciolo sia allattato dalla propria mamma, è molto inusuale trovare nella natura un cucciolo allattato da una mamma di un’altra specie, questo perché come confermano le ricerche il latte è di specie e specifico.

Di specie nel senso che ogni specie produce un latte che è fatto apposta per le esigenze della sua specie. Ad esempio per i vitelli ci vuole un latte ricco di grassi per farli crescere abbondantemente in massa muscolare e grassa. Per l’uomo ci sarà un latte ricco di zuccheri perché il cervello è la parte che ha bisogno di svilupparsi in maggior misura.

Il latte è anche specifico, nel senso che varia in base alle esigenze di quel bambino e dei suoi bisogni di crescita e del suo sistema immunitario. Ad esempio un bambino che viene in contatto con alcuni batteri o virus tipici del suo ambiente, grazie agli anticorpi del sistema immunitario più maturo della madre sarà disponibile per lui una protezione in più, proprio tramite l’allattamento (1). Questo sistema ideato dalla natura per proteggerci sarà di supporto a maggior ragione quando il bambino inizia a camminare e scopre il mondo attraverso il contatto orale “mette tutto in bocca”.

Il latte materno aiuta il bambino a proteggersi da intolleranze e allergie (2). Nella mia esperienza ho visto che i bambini allergici, istintivamente evitano i cibi che non li fanno stare bene e preferiscono ridurre le poppate con più calma.

Le ricerche sostengono che il latte materno sia un elemento protettivo nelle malattie metaboliche come obesità e diabete e dalle malattie cardiovascolari in proporzione a quanto più a lungo il bambino è allattato (3). Inoltre l’allattamento oltre l’anno è stato correlato con livelli di QI (quoziente d’intelligenza) maggiori (4).

Queste tra le innumerevoli valenze scientifiche hanno spinto l’OMS (l’organizzazione mondiale della sanità), l’Accademia Pediatrica Americana e l’Unione Europea a raccomandare l’allattamento fino a due anni e oltre fin quando mamma e bambino lo desiderano.

Non tutte le mamme desiderano interrompere l’allattamento dei loro piccoli ad un anno

Forse qualcuna lo desidera, ma non tutte. Molti professionisti della salute, influenzati dalla cultura dominante che vuole i bambini precocemente autonomi e le madri libere di immettersi agevolmente nel sistema lavorativo ed economico, possono suggerire di svezzare a un anno proprio a causa di queste ingerenze culturali, ma senza alcuna valenza scientifica.

In realtà molte mamme non desiderano svezzare a un anno e altre credono di doverlo fare a causa dei condizionamenti culturali, anche se né loro né i loro bambini sono pronti a farlo. Se come mamme siamo in grado di ascoltarci e ascoltare i nostri figli scopriremo che le risposte alle nostre domande ci sono già, semplicemente seguendo il nostro cuore e non ciò che agli altri sembra giusto che le madri debbano fare.

Bisogna interrompere l’allattamento per rendere i bambini più indipendenti?

Gli esseri umani non sono isole, tutti noi grandi e piccini siamo interdipendenti. Ciò vuol dire che abbiamo bisogno gli uni degli altri. Quando si è piccoli questo bisogno è più intenso, man mano nella crescita questo bisogno sarà meno intenso, ma mai scomparirà. Anche oggi noi adulti abbiamo bisogno di una spalla su cui piangere o ridere.

Il bambino che sia allattato, oppure no, raggiungerà le sue autonomie quando sarà pronto a farlo e non quando lo decidiamo noi. Forzare un bambino a svezzarsi o, ad esempio, a camminare non è detto che lo aiuti davvero a crescere. Un bambino che non è pronto a camminare e che è spinto dall’adulto a farlo, potrebbe cadere malamente e spaventarsi tanto da rinunciare per un po’ a raggiungere quest’autonomia. Allo stesso modo un bambino forzato a non poppare potrebbe provare un grande senso di frustrazione ed essere irritabile oppure potrebbe diventare più insicuro e aver più bisogno di vicinanza e rassicurazioni.

In sostanza una qualunque autonomia che riceve uno stimolo dall’esterno piuttosto che dall’interno dell’individuo può ostacolare il suo sviluppo emotivo e relazionale e aumentare la sua dipendenza piuttosto che renderlo autonomo.

E’ sempre buona norma rispettare i tempi del bambino e donare grande rispetto alla relazione che stiamo costruendo con lui.

Se non poppa, mangerà di più e crescerà di più?

Può capitare di sentirsi dire che il bambino non cresce a sufficienza perché è ancora allattato, perché vi è il falso concetto che se non poppasse, forse mangerebbe di più. In realtà non c’è nessuno studio che affermi questo. Al contrario molte ricerche dicono che smettere di allattare un bambino con problemi di basso peso non lo aiuta a crescere (5), sarebbe meglio continuare l’allattamento migliorando la dieta della madre e continuando a offrirgli il cibo solido differente per varietà e consistenza. E’ possibile anche fare indagini più approfondite come ad esempio controllare i suoi livelli di ferro, che se fossero troppo bassi possono portare inappetenza.

Il bambino che “non mangia” spesso è invece un bambino come tanti altri che non si alimenta quanto ci aspettiamo noi, ma invece segue i suoi ritmi naturali di un bambino che assume piccole quantità di cibo, ma che possono essere offerte più spesso durante la giornata, invece che aspettarsi grandi pranzi o cene. Nei casi in cui invece la mamma sente la preoccupazione di un bambino che cresce poco è sempre bene rivolgersi ad un Pediatra esperto che possa comprendere meglio la sua situazione di salute, tenendo conto che l’allattamento è una fonte di nutrimento e di protezione per il bambino molto importante.

In conclusione scegliere di allattare il proprio figlio oltre l’anno è una scelta d’amore per la relazione e per la salute del proprio bambino e anche per la mamma, come confermano molti studi scientifici.

Allattare ti aiuta a restare connessa con il tuo bambino e con i suoi bisogni e quando ti senti nel dubbio, segui il tuo cuore: non puoi sbagliare.

Giuditta Mastrototaro

Note:

  1. Kramer MS et al. Effects of prolonged and exclusive breastfeeding on child height, weight, adiposity, and blood pressure at age 6.5 y: evidence from a large randomized trial. Am J Clin Nutr 2007;86(6):1717-1721
  2. Savilahti E, et al. Prolonged exclusive breast feeding and heredity as determinants in infantile atopy. Arch Dis Child. 1987 Mar;62(3):269-73
  3. Kramer MS et al. Effects of prolonged and exclusive breastfeeding on child height, weight, adiposity, and blood pressure at age 6.5 y: evidence from a large randomized trial. Am J Clin Nutr 2007;86(6):1717-1721
  4. Mortensen EL, Michaelsen KF, Sanders SA, Reinisch JM. The Association Between Duration of Breastfeeding and Adult Intelligence. JAMA. 2002;287:2365-2371
  5. Ahn, C.H., e MacLean, W.C.: Growth of the exclusively breastfed infant. Am J Clin Nutr 1980; 33:183-92

 

Bibliografia:

Giuditta Mastrototaro. Nascere e crescere alla luce dell’educazione empatica. StreetLib, Milano 2015.

Norma Jane Bumgarner. Allatti ancora? Allattare e accudire un bambino ai primi passi. La Leche League International. Brescia 2007.

Rosario Montirosso. Il bambino e le emozioni. Editore Ghedini Libraio. Milano 2001.

Sue Gerhardt. Perché si devono amare i bambini. Raffaello Cortina Editore. Milano 2006.

Paola Negri, Sapore di mamma. Allattare dopo i primi mesi. Il Leone Verde edizioni, 2009.

 

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Foto di Moppet65535 su Flickr.