Capita spesso che ai corsi di massaggio infantile o agli incontri sull’allattamento le mamme ci pongano questa domanda:

È normale che il mio bambino voglia essere allattato spesso e preso in braccio?

Giuditta Mastrototaro, pedagogista e insegnante AIMI risponde ai dubbi delle neo-mamme.

 

Noi non veniamo dalle stelle o dai fiori,

ma dal latte materno.

Siamo sopravvissuti per l’umana compassione e per le cure di nostra madre.

Questa è la nostra principale natura.

Dalai Lama

 

Se hai desiderato tanto il tuo bambino e il tuo parto è andato bene, provi una stupenda sensazione di soddisfazione e di gioia quando hai tra le tue braccia per la prima volta il tuo bambino. Lui o lei a contatto con il tuo corpo si sente a casa, protetto, amato, al sicuro. Con il passare dei giorni può succedere che tu abbia dei dubbi: “Sarà normale? Sto sbagliano in qualche cosa? Il mio latte è sufficiente?”

Un bambino che voglia poppare spesso e che desideri un contatto fisico costante E’ NORMALE.

I nostri figli sono venuti al mondo per ricevere amore, vicinanza e contatto fisico. I nostri bambini a differenza di altri mammiferi raggiungono le loro autonomie più tardi. Infatti, ad esempio mentre un cavallino nel giro di qualche ora sa stare in piedi e camminare, per i nostri cuccioli ci vorranno circa un anno prima che riescano a fare lo stesso.

Fondamentalmente i nostri neonati non sono assolutamente in grado di vivere senza le cure costanti della loro mamma. Per il tuo bambino, tu sei madre natura, la VITA e senza di te si sente perso, abbandonato. Non possiede la capacità cognitiva che Piaget definiva “la permanenza dell’oggetto” ossia la capacità di tenere in memoria una persona o una cosa, perciò se non ci sei equivale per lui al fatto che tu sia morta. Ecco a cosa assomiglia quel pianto disperato di quando non ti vede, non ti sente e non è in contatto con te, a un urlo ancestrale di vita o di morte.

Grazie al tuo amore e alle esperienze di contatto che farà con te, raggiungerà fiducia nel fatto che tu ci sei, che può contare su di te e si sentirà amato. Questo lo rassicurerà nell’esplorare il mondo e gradualmente ne sarà sempre più interessato, perché si sentirà sicuro a restare prima qualche istante o poi un po’ più tempo senza di te, perché fiducioso nel fatto che tu tornerai o che lui può chiamarti, quando ne sentirà il bisogno. Questo tipo di relazione Bowlby la chiama “base sicura”.

L’allattamento frequente anche ogni 15-20 minuti per due tre ore consecutive, intervallate da due o tre in cui il bambino è tranquillo o dorme (poppate a grappolo) si ascrive alla fisiologia, perché lo stomaco di un neonato è piccolo quanto una noce e ha bisogno di riempirsi e di svuotarsi con frequenza.

L’allattamento rappresenta per il bambino non solo nutrimento, ma anche contatto fisico, vicinanza, amore, calore e odore della mamma. Per il bambino l’amore e il nutrimento sono lo stesso gesto: quello di prendere il seno. Qualcuno ha definito il latte materno: amore liquido.

Sono irrispettosi di questa importante relazione i consigli che vengono dati alle madri, riguardo all’allattare i propri figli ogni tre ore e magari per un certo tempo per seno. E’ come donare ai propri figli amore a tempo. Se qualcuno lo facesse a voi? Posso amarti solo quindici minuti, ogni tre ore? Cosa ne pensereste? Il bambino piccolo per molto tempo non comprende appieno il linguaggio verbale, per cui il canale comunicativo privilegiato è il contatto fisico: poppare, tenere in braccio, massaggiare, tenere in fascia, dormire con lui sono modalità di risposta che in tutte le culture è usuale dare ai bambini.

Le madri di tutto il mondo sanno che allattando a richiesta, cullando, tenendoli vicino a sé e massaggiando i bambini si calmano e godono di un benessere psico-fisico che li farà crescere sani, ascoltati, sicuri ed amati.

Giuditta Mastrototaro

giuditta.mastrototaro@gmail.com

 

Bibliografia per approfondire:

Giuditta Mastrototaro, Nascere e crescere alla luce dell’educazione empatica, Narcissus 2015.

Jean Liedloff, Il concetto del continum, Meridiana 2000.

Jean Piaget e Barbel Inhelder, La psicologia del bambino, Einaudi 1970.

John Bowlby, Una base sicura, Cortina Editore, 1989.

La Leche League International, L’arte dell’allattamento materno, Brescia 2006

Tiziana Catanzani e Paola Negri, Allattare un gesto d’amore, Bonomi 2011.

 

È normale che il mio bambino voglia essere allattato spesso e preso in braccio?

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Foto di Madanelu su Flickr.