Il papà può massaggiare il neonato e il bambino più grande? Certamente sì!

E allora perché molti padri si sentono in difficoltà a stabilire un contatto pelle a pelle con i figli, hanno paura di fare male al neonato, si considerano impacciati e incapaci di prendersi cura del piccolo, soprattutto nelle prime settimane?

Negli ultimi decenni il ruolo paterno e la relazione tra padri e figli sono cambiati moltissimo: se in passato il padre era spesso una figura distaccata ed autoritaria, oggi molti padri desiderano creare un legame emotivo con i propri figli, ma spesso si sentono inadeguati e incapaci di costruirlo. Questa sensazione nasce anche dall’idea che le madri siano, invece, più avvantaggiate a creare un legame significativo con i propri figli, avendo più opportunità di contatto con loro, attraverso l’allattamento al seno e le cure personali.

Ma i padri hanno bisogno di sapere che la loro relazione con i figli può essere ricca e soddisfacente almeno quanto quella della madre, anche se sarà creata attraverso un percorso differente, perché, come molti autori sostengono, anche i padri hanno tutte le potenzialità per sviluppare un ruolo genitoriale soddisfacente.

Massaggio infantile e papà “competenti”

Il massaggio infantile può aiutare i padri a sentirsi più partecipi della cura del proprio bambino e quindi a percepirsi più competenti rispetto al loro nuovo ruolo di genitori?

Tiffany Field, ricercatrice del Touch Research Institute di Miami, afferma che il tatto è il primo senso che si sviluppa nella vita intrauterina, perciò il bambino è in grado di percepire le sensazioni tattili molto prima della nascita: per questo motivo il contatto pelle a pelle è sicuramente il primo canale, il più immediato, per costruire una relazione significativa tra genitori e figli.

In genere si è portati a pensare che il contatto intimo con il bambino attraverso le coccole, le carezze, i massaggi sia più “naturale”, più “istintivo”, più “spontaneo” per le madri, ma alcune ricerche condotte di recente hanno dimostrato che il massaggio infantile rappresenta un’ottima opportunità per i padri per creare fin da subito un contatto profondo con il neonato.

Le ricerche che Tiffany Field ha condotto insieme con altri studiosi hanno coinvolto proprio i padri, che sono stati invitati a partecipare a corsi di massaggio infantile con i loro neonati: è stato così possibile osservare che i padri che massaggiavano i loro figli erano più espressivi, dolci e accoglienti nella relazione con il bambino, rispetto a quelli che, invece, non li massaggiavano.

Altre sperimentazioni, come quella condotta dai ricercatori canadesi Carolynn Darrell Cheng, Anthony Volk e Zopito Marini, hanno dimostrato che la pratica del massaggio infantile aiuta i padri a sentirsi più “competenti”, cioè più capaci di prendersi cura del loro bambino, anche di poche settimane.

Attraverso il contatto pelle a pelle i papà riescono a stabilire una relazione profonda con il figlio e smettono di sentirsi “incapaci”, “goffi”, “impacciati” e capiscono di essere perfettamente in grado di comprendere i bisogni del bambino e rispondere adeguatamente ai suoi segnali.

Nonostante in questi anni si stia lentamente diffondendo una cultura della paternità, ancora oggi la figura di un uomo pienamente coinvolto nella cura dei propri figli stenta ad affermarsi. Per questo i padri hanno bisogno di sentirsi incoraggiati e supportati nel vivere appieno il loro ruolo, che non è solo quello di guida autorevole per i figli ma anche di cura affettuosa, soprattutto nei primi mesi e anni di vita. Un papà che si sente capace di ascoltare e comprendere il figlio, saprà anche accompagnare la sua crescita in una relazione di fiducia e affetto profondi.

Massaggio infantile per i papà

Cerchi risorse, documenti e riflessioni sul ruolo del padre? Segui Alberto Pellai, un papà davvero speciale: pediatra, ricercatore, scrittore, poeta… leggere le sue riflessioni ti sarà di aiuto nell’affrontare le piccole e grandi sfide dell’essere padre.

Foto di Andrés Nieto Porras su Flickr.

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