“Bisogna essere molto pazienti” rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”Il piccolo principe ritornò l’indomani .“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…Ci vogliono i riti”.

(Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry)

“Ci vogliono i riti”, dice de Saint-Exupéry nel suo racconto, ci vogliono i riti per creare un legame, ci vogliono i riti per conoscere, per entrare progressivamente nel mondo in modo autonomo e sicuro. Perché si crei un legame saldo e sicuro per il bambino servono quindi le routine: un insieme di spazi e tempi, ruoli e gesti condivisi che nella loro ripetitività e famigliarità rendono il bambino capace di entrare attivamente e consapevolmente nella relazione con l’altro.

Quando l’altro è il genitore, anche il massaggio al bambino può e deve diventare una vera e propria routine, uno spazio e un tempo speciali in cui il genitore dedica tutto sé stesso alla relazione con il proprio figlio: un incontro di emozioni, di gesti, di voci, di sguardi unici e rispettosi l’uno dell’altro, un momento di comunicazione, un momento per stare solo con il proprio bambino.

Quale tempo e luogo è giusto per il massaggio? Non esistono un tempo e un luogo opportuni e specifici per il massaggio al bambino: ogni genitore deve ricercare il momento e il luogo migliore per entrambi.

Ciò che rende speciale questa esperienza è proprio la ripetitività dei gesti, delle parole, degli sguardi che si incontrano sempre alla stessa ora, sempre nello stesso luogo, ogni giorno e che faranno sentire il bambino sicuro, amato e rispettato dal genitore. Successivamente proprio queste parole e questi gesti lo faranno reagire e consentiranno al bambino stesso di prepararsi al massaggio, perché avrà ormai capito quando si sta per avvicinare il momento tanto atteso, in cui la sua mamma o il suo babbo dedicheranno il loro tempo solo a lui.

Un luogo caldo è ciò che ci vuole per aiutare il bambino a rilassarsi completamente e ad avvertire sulla sua pelle il calore trasmessogli dal tocco del genitore, che dolcemente lo massaggia. Quando? Forse la mattina, quando il massaggio al bambino può essere vissuto come un rituale per iniziare il nuovo giorno; o forse il pomeriggio che, per alcuni bambini, può essere un valido momento in cui rilassarsi prima del riposino; o ancora la sera, momento ideale per scaricare le ultime energie e addormentarsi più facilmente, magari dopo aver fatto insieme anche un bel bagnetto caldo!

Prima di iniziare a massaggiare il proprio bambino, prendersi un tempo per rilassarsi, respirare profondamente e lentamente, liberare la mente dai pensieri e dalle preoccupazioni quotidiane per riconoscere di meritarsi di vivere un momento speciale insieme è molto importante: il bambino percepirà tutto questo e capirà l’unicità di quel momento! Solo allora si potrà iniziare, chiedendo al bambino il permesso di poterlo massaggiare, utilizzando un “segnale” particolare fatto di gesti, sguardi e parole che lo aiuteranno a capire che sta per iniziare una nuova esperienza, meravigliosa e unica. Man mano che il massaggio al bambino diventerà una routine famigliare ci si renderà conto di quanto il bambino lo desideri, ne abbia bisogno, lo ricerchi e ne tragga piacere.

Massaggio al bambino: uno spazio e un tempo speciale

Per approfondire l’argomento puoi leggere un articolo di Vimala McClure sul tempo dedicato al massaggio al bambino, Another Benefit to Infant Massage: Quiet Time (in inglese)

Foto di Miguel Ugalde su freeimages.com

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