Il massaggio infantile è un modo speciale di stare con il proprio bambino, un modo speciale di comunicare ed interagire con lui: il linguaggio del neonato è un mondo tutto da scoprire!

Nella normale comunicazione solitamente c’è un’alternanza di turno, che è necessario insegnare anche al neonato. Il modo migliore per farlo è lasciargli il suo turno per prendere “la parola” e dire la sua! Ma in quale modo il bambino può farlo?

Il bambino ha molto da raccontare alla propria mamma e al proprio babbo e proprio durante il massaggio si possono creare le condizioni migliori per potere leggere e comprendere il linguaggio del neonato, che egli usa per far capire ai genitori ciò che vuole comunicare, perché essi possano rispondere ai suoi bisogni in modo amorevole e rispettoso.

Linguaggio del neonato e segnali del corpo

Il bambino, infatti, fin dalla nascita è in grado di inviare segnali associati a oggetti o sensazioni. Il genitore può “verbalizzare” questi segnali, che costituiscono il linguaggio del neonato, ossia associarli a parole, in modo da aiutarlo a sviluppare il linguaggio, ancora prima di saper parlare. Questa modalità può essere molto importante anche nel massaggio, soprattutto nel momento in cui si chiede al bambino il permesso di poterlo massaggiare, associando ad un gesto ripetuto ogni volta una richiesta verbale: questo rituale viene ricollegato dal bambino al momento del massaggio. Ed ecco che, proprio in questo istante, si lascia al bambino il proprio turno per dire la sua, per inviare alla sua mamma o al suo babbo segnali di disponibilità o indisponibilità al massaggio: attraverso il linguaggio corporeo, il pianto, i versetti il bambino esprime il suo bisogno, ricercando una risposta attenta e accogliente da parte del genitore.

Linguaggio del neonato e disponibilità al massaggio

Saper comprendere il linguaggio del neonato è un modo importante per capire la  disponibilità del bambino al massaggio: in genere il bambino è più disponibile quando si trova in uno stato di veglia quieta, cioè quando la regolarità del respiro, i minimi movimenti e la vivacità del viso dimostrano che il bambino è più attento agli stimoli, più capace di osservare e percepire la realtà intorno a lui, più predisposto all’apprendimento. Questo è il momento nel quale è più facile che il bambino si dimostri rilassato e tranquillo, muovendo lentamente braccia e gambe, desiderando con tutto il corpo la vicinanza dei genitori, ricercandoli con occhi luminosi e spalancati, con sorrisi, gorgoglii e mormorii, che sembrano comunicare il suo benessere e la piacevolezza del momento.

E se invece il bambino non fosse disponibile a ricevere il massaggio in quel momento? Ce lo farà capire attraverso il suo atteggiamento assonnato, con gli occhi fissi nel vuoto, oppure singhiozzando o piangendo, rotolandosi o irrigidendosi, muovendosi in modo scoordinato o allontanando il genitore con spinte o piccoli calcetti. Ancora una volta, saremo in grado di comprendere le sue esigenze prestando attenzione e ascolto al linguaggio del neonato.

Linguaggio del neonato: durante il massaggio il bambino può facilmente comunicare a mamma e papà i suoi bisogni, perché essi possano comprenderli.Considerando sempre questi segnali nella loro totalità e mai singolarmente, il bambino si dimostra assolutamente competente nell’interazione con chi si prende cura di lui, perché il linguaggio del neonato può essere davvero molto ricco ed efficace. Attenzione, quindi: il fatto che lui non sia disponibile a farsi massaggiare non significa necessariamente che il massaggio non faccia per lui! Forse, i bisogni di quel momento specifico sono altri e richiedono una risposta diversa. Ci sarà tempo per il massaggio in un altro momento della giornata.

Anche se a noi sembra strano pensarlo, anche un neonato può sentirsi annoiato oppure eccessivamente stimolato, a volte può sentirsi solo o  avere voglia di giocare. Non sempre il pianto o l’agitazione di un neonato sono segnali di un bisogno fisico o fisiologico.

Quando si inizia il massaggio, fissare negli occhi il proprio bambino e chiedergli il permesso di condividere con lui questo importante momento di incontro e di interazione è il modo migliore per trasmettergli tutto il rispetto e l’amore che si nutre per lui: ogni genitore con la propria personale sensibilità e capacità di ascolto attivo, riuscirà a “far parlare” il proprio bambino e scoprirà tutte le sue potenzialità e risorse per comprenderne e accoglierne i segnali che esprimono i suoi bisogni.

Linguaggio del neonato e ascolto attivo

Per ascoltare attivamente il proprio bambino, può essere utile rilassarsi con respiri lunghi e profondi, mettendo da parte i propri pensieri per essere disposti ad accogliere il proprio figlio, anche quando non è disponibile a condividere l’esperienza del massaggio. Ricercare poi il suo sguardo per cogliere ciò che sta cercando di comunicare con gli occhi, osservare i movimenti del suo corpo e ascoltarne la voce: tutto questo ci prepara ad entrare in contatto con la sua pelle e, mediante il calore, trasmettergli tutto l’affetto, l’amore, il rispetto per tutto ciò che egli ha da comunicare.

Con pazienza, dedizione e comprensione empatica delle sue emozioni e sensazioni il bambino si sentirà ascoltato, rispettato e amato e questo gli consentirà di costruire un legame di fiducia profonda con mamma e papà, che durerà tutta la vita.

Linguaggio del neonato: perché anche i neonati hanno molto da dire!

Per approfondire il tema della comunicazione coi neonati puoi leggere un articolo di Vimala McClure, Listening to a Baby (in inglese)

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