“Se non credete al divenire dei vostri bambini, i vostri bambini non crederanno a niente e a nessuno. La fiducia che avete in loro costruisce la fiducia in sé stessi”. 

Vimala McClure

Quando viene alla luce un bambino prima del tempo, l’accoglienza affettuosa e rispettosa che gli si vorrebbe dare viene stravolta da un’immediata e dolorosa separazione del neonato dai genitori, che per tanto tempo l’hanno atteso. Questo atto, che pare violento, è necessario a salvare la vita del piccolo… più piccolo del previsto, fragile e indifeso!

Spesso vivono uno shock coloro che, dopo averlo tanto aspettato, accolgono il nuovo nato già in una situazione di forte rischio. E allora, ecco che facilmente si verificano reazioni di colpa per quanto è accaduto, ma anche di rabbia, di possibile rifiuto e certamente di paura!

Sono queste le primissime reazioni che i genitori possono manifestare quando vivono simili esperienze, ma fortunatamente la maggior parte di loro mette in atto un processo di resilienza, che consente loro di riacquistare fiducia nelle proprie risorse e capacità, per affrontare la situazione e iniziare immediatamente ad aiutare il proprio figlio a costruire un legame duraturo e sicuro con i genitori, per trarne nutrimento affettivo.

Il massaggio infantile rappresenta certamente uno strumento utile a costruire il legame tra il neonato e i suoi genitori, inizialmente interrotto da una separazione fisica .

Lo stato d’animo e le emozioni dei genitori, che vivono un momento così difficile, possono frapporsi alla comunicazione con il figlio. Il massaggio infantile può rappresentare una valida opportunità e un momento speciale e dedicato, in cui stare in contatto con il proprio bambino, comunicandogli, attraverso gesti, parole e movimenti, tutto il proprio affetto, amore e rispetto.

Spesso, infatti, non si pensa che anche il piccolo possa vivere sensazioni scioccanti, dolore o paura. Ogni intervento realizzato su di lui, fin dal primo istante, è finalizzato a salvargli la vita, senza pensare alle sue emozioni. Aghi, sondini, luci accecanti e rumori forti non aiutano il bambino a vivere un’esperienza di contatto serena e positiva, che gli dia la sensazione di sicurezza e protezione, che invece si può provare nel caldo e ovattato ambiente uterino.

Massaggiare i bambini prematuri, consente di restituire loro la famigliarità con il “tocco buono”, il tocco rispettoso e amorevole che nutre di affetto e di ascolto.

Tiffany Field, ricercatrice presso il Touch Research Institute di Miami, ha condotto diversi studi introducendo il massaggio infantile proprio nelle unità di terapia intensiva neonatale: mettendo a confronto i bambini prematuri massaggiati con quelli del gruppo di controllo, è emerso che massaggiare i propri bambini prematuri aiuta i genitori a capire come essi abbiano proprio bisogno di loro, del loro contatto fisico, della loro presenza silenziosa, così come delle cure mediche.

Il massaggio ai bambini prematuri, quindi, aiuta il genitore a conoscere non solo la “condizione medica” del figlio, ma anche il suo stato emotivo e i suoi bisogni affettivi.

Dalle ricerche e dai numerosi studi compiuti presso il Touch Research Institute di Miami e condotti per lo più dal team di ricerca di Tiffany Field, è emerso come massaggiare i nati pretermine abbia molti effetti positivi sulla loro crescita e sul loro sviluppo: i bambini  prematuri massaggiati ogni giorno aumentano di peso, passano più tempo in uno stato di veglia attiva, presentano ridotti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e, quindi, piangono di meno e migliorano l’interazione con i genitori.

Grazie ai risultati di questi studi, oggi in molti reparti di terapia intensiva neonatale, professionisti come fisioterapisti, infermieri o medici propongono e insegnano il massaggio infantile ai genitori: i bambini prematuri amano la sensazione del tenero contenimento e avvolgimento delle calde mani della mamma o del papà. Il poter toccare e il poter prendere in braccio il proprio figlio, anche se piccolo e fragile, permette di lenire molte sofferenze fisiche e psicologiche.

Certamente non si tratta di un massaggio tradizionale, bensì di un approccio tattile, di un tocco dolce, per mettersi in relazione con il bambino attraverso un contatto pelle a pelle, che faccia sentire alla mamma come ancora dentro di sé quel bambino venuto al mondo prima del tempo.

Si tratta di un approccio rispettoso del bambino, che parte dalla zona del corpo meno vulnerabile, dove il piccolo preferisce essere toccato: appoggiando semplicemente le proprie mani calde su questa zona o accogliendolo tra le proprie braccia, contenendolo come in una calda e morbida culla, si può comunicare al bambino che lo si capisce e che si ha intenzione di aiutarlo, perché gli si vuole bene e ci si vuole prendere cura di lui.

Osservando lo stato del bambino si può meglio capire quando per lui è il momento migliore per essere massaggiato e, soprattutto, quale stimolazione è in grado di tollerare: probabilmente una sola per volta.

Si potrà modificare l’intensità del massaggio man mano che ci si accorge che il bambino cresce: allora sarà sempre più capace di accettare la stimolazione.

Il massaggio infantile può rappresentare un valido strumento per costruire una relazione di fiducia con un figlio nato prima del tempo, per scoprine potenzialità e risorse spesso inaspettate, soprattutto quando il piccolo vive una situazione di rischio. Tenerlo in braccio e contenerlo affettuosamente lo aiuta ad acquistare sicurezza e gli restituisce quella stabilità e quel senso di protezione che gli permettono di crescere serenamente.

Bambini prematuri e massaggio infantile

Se vuoi saperne di più su questo argomento, leggi l’articolo “Neonati pretermine e massaggio infantile: un approccio americano in cui ho recensito alcuni studi e ricerche condotte dal team guidato da Tiffany Field, del Touch Research Institute di Miami.

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