“Solo una società attenta ai bisogni del più piccoli è una società viva, vitale, che può ancora sperare e credere di avere un futuro”.

Vittorino Andreoli

“Per una nascita senza violenza” è il titolo del libro che l’ostetrico e ginecologo francese Frédéric Leboyer ha scritto nel 1974, per descrivere l’esperienza del parto, il venire al mondo dal punto di vista del bambino.

Leboyer è considerato il precursore del cosiddetto “parto dolce”, per una nascita senza violenza del bambino: infatti, l’autore riconosce non solo il diritto della mamma ad un “buon parto”, un parto indolore, ma anche il diritto del bambino ad una “buona nascita”, ad una nascita senza violenza, sofferenza, spavento o paura.

Per una nascita senza violenza: la recensione del libro di Frédéric Leboyer, sul parto e il venire al mondo dal punto di vista del bambino.Nel suo libro, Leboyer vuole capire perché e di che cosa il neonato soffre tanto alla nascita e, per farlo, inizia la sua riflessione partendo dal presupposto secondo cui il bambino, fin dal primo momento, è capace di inviare segnali, di parlare e di esprimere emozioni, nonostante molti adulti non siano disposti ad ammettere questo fatto.

“Ciò che determina l’orrore di nascere è l’intensità, l’immensità dell’esperienza, la sua varietà, la sua asfissiante ricchezza. Si dice e si crede che il neonato non sente nulla. E invece sente tutto. Tutto, totalmente, senza scelte, senza filtri, senza discriminazioni. […] Il neonato non parla? No, no. Siamo noi che non l’ascoltiamo.”

“Per una nascita senza violenza” alterna quindi pagine di crude descrizioni delle sensazioni e delle esperienze che il bambino può vivere non appena lascia il caldo e protetto ambiente uterino, a pagine delicate e molto dolci, quasi commoventi e ricche di meravigliose fotografie, che descrivono il cammino di graduale umanizzazione della nascita.

Il parto proposto da Leboyer è pieno di amore, delicatezza, calore, empatia, contatto. È un rito nel quale è la mamma che partorisce ed è il bambino che nasce, un rito nel quale “per farsi capire dal neonato occorre parlare il linguaggio degli amanti” perché gli amanti “non si parlano: si toccano”.

Alcune condizioni e piccoli accorgimenti, infatti, possono aiutare i genitori a concentrarsi sull’accoglienza del neonato al momento del parto, facendo scoprire loro che il bambino può sorridere subito dopo la nascita, non appena entra in contatto con il caldo addome della sua mamma. Il neonato, se viene adagiato subito sul seno materno, sente il battito di quel cuore che lo ama già da tempo e ha occasione di “conoscere” colei che fino a quel momento l’aveva ospitato nella sua pancia e allo stesso tempo può respirare gradualmente con i suoi polmoni, senza venire bruscamente separato dalla mamma con il taglio immediato del cordone ombelicale.

Se poi le operazioni, che necessariamente coinvolgono il neonato, vengono fatte con delicatezza, senza rumori e luci inutili e senza movimenti troppo bruschi, in un luogo confortevole e adeguato non solo ai medici ma anche a chi fino a poco prima è vissuto in un ambiente buio e ovattato, allora sì, dopo qualche grido, non di dolore o paura, ma di gioia per essere venuto al mondo, per essere riuscito a sopravvivere ad un difficile percorso…Sì, il neonato sorriderà.

“La nascita senza violenza produce bambini forti, perché liberi, privi di conflitti. Liberi e pienamente svegli. L’aggressività non è la forza. È il suo contrario. L’aggressività, la violenza equivalgono alla debolezza, all’impotenza e alla paura mascherate. La forza è sicura di sé, sovrana. La forza è sorridente.” 

Per una nascita senza violenza: un libro per costruire una società attenta ai bisogni dei più piccoli, a partire dal loro venire al mondo.

Per una nascita senza violenza di Frédéric Leboyer

Se vuoi approfondire il contenuto del libro, puoi guardare qualche minuto tratto dal film “Nascere e Shantala, la nascita senza violenza e il massaggio del bambino”.

Foto di Alexandre Normand su Flickr.