“Per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” (proverbio africano)

Fin dalla nascita il bambino è capace di entrare in relazione con gli altri e, anzi, ricerca lui stesso l’interazione. Ma per poter crescere, il bambino ha bisogno di sentirsi accolto, ascoltato e di trovare risposte ai suoi segnali e alle sue richieste.

Educare un bambino significa condurlo e guidarlo senza soffocarlo, in una relazione che contempla sia affetto sia  piccole frustrazioni. Questo consente al piccolo di comprendere che il genitore è una persona distinta, separata da lui. Infatti, l’esigenza del bambino è anche quella di vivere l’attesa, la frustrazione, la distanza fra un desiderio e la sua soddisfazione perché questo, più che una restrizione, può rappresentare per lui un’occasione per sperimentare le proprie risorse e scoprire cosa può o non può fare e cosa sa o non sa ancora fare. Porre dei limiti rappresenta un modo per aiutare il bambino a conquistare la propria autonomia!

Dire no al proprio bambino permette, infatti, di “creare uno spazio per la crescita”, come afferma Asha Phillips nel suo libro “I no che aiutano a crescere”.

Come si può insegnare le regole ai bambini senza usare atteggiamenti aggressivi e minacciosi?

Nella relazione tra il bambino e chi si prende cura di lui, genitore o educatore che sia, è importante che ogni regola stabilita abbia alla base un valore ed una motivazione precisa: la regola trova il suo senso solo nel momento in cui è motivata e giustificata. Il bambino saprà accoglierla e farla sua, perché conosce il valore che ne sta alla base e, soprattutto, percepisce il significato che l’adulto le attribuisce, perché lui stesso crede fermamente in essa.

Insegnare le regole ai bambini è una sfida difficile ma non impossibile! Essere autorevoli ma non autoritari è il primo passo per insegnare le regole.Per questa ragione è importante negoziare e stabilire insieme le regole non ponendole come “calate dall’alto” e stabilite da un’autorità indiscutibile, con frasi del tipo “devi essere ubbidiente” o “ho detto che si fa così e basta!” o ancora “ti dovresti vergognare!”. Queste affermazioni fanno pensare al bambino che ogni sua iniziativa e opinione siano da reprimere, perché sbagliate. Questo può condurre ad una perdita di autostima da parte del bambino che, invece, necessita di vivere in un clima familiare di autorevolezza (NON AUTORITÀ), sicurezza e stabilità.

Questo significa che il bambino deve essere parte attiva del processo di negoziazione di limiti e regole. Si può coinvolgere il  bambino ad esempio chiedendogli: “Come si potrebbe fare, quando ci troviamo in questa situazione?” Chiedere il suo parere in merito alle regole necessarie per gestire una determinata situazione è fondamentale, perché il piccolo capisca la motivazione e il valore del limite e lo faccia suo.

Insegnare le regole ai bambini e comprendere il valore della trasgressione

“Perché un bambino dovrebbe trasgredire ad una regola? Io ricordo che quando i miei genitori mi dicevano di fare o non fare qualcosa non mi sognavo nemmeno di contrastarli!” . Questa è una domanda che spesso i genitori si fanno, quando si interrogano sul problema “regole e trasgressione”. Mi è accaduto personalmente che una mamma mi rivolgesse questa domanda, in cerca di spiegazioni.

Bisogna tenere conto che l’apprendimento e l’interiorizzazione delle regole da parte del bambino prevede un percorso che passa anche per la trasgressione: il bambino trasgredisce quando nessuno lo sta osservando, ma rispetta la regola in presenza dell’adulto, per poi trasgredire di nuovo quando l’adulto si assenta e, infine, fa la spia se qualcun altro non rispetta la regola. È in questo momento che il bambino dimostra di averla fatta propria e di aver imparato a rispettarla anche quando non è presente l’adulto.

La trasgressione è un passo importante in questo percorso: il bambino ha bisogno di mettere alla prova l’adulto che gli ha chiesto di fare o non fare qualcosa.

Insegnare le regole ai bambini attraverso la coerenza

“Perché mio figlio non riesce a rispettare le regole che gli ho dato? Gliele ho ripetute mille volte eppure continua a non seguirle.” è una frase che sento ripetere spesso dai genitori.

Dobbiamo ricordare che trasgredire alla richiesta significa per il bambino anche verificare quanto l’adulto crede e quanto valore dà alla richiesta stessa. Spesso il bambino non riesce a comprendere i pochi e semplici limiti imposti dagli adulti, perché i genitori non sono coerenti nel rispetto di quelle stesse regole di cui affermano l’importanza di fronte al bambino.

Non possiamo aspettarci che un bambino segua spontaneamente regole che percepisce come “astratte”, perché non vengono messe in pratica da coloro che le hanno fornite, peraltro proprio coloro che dovrebbero rappresentare per il bambino sicuri punti di riferimento.

Questo percorso costituisce certamente una grossa sfida per il genitore, la cui pazienza viene messa alla prova: trasgredire una regola permette al bambino di capire il valore che ne sta alla base, il suo significato e di farla propria comprendendone l’importanza per vivere bene!

Insegnare le regole ai bambini: una sfida difficile ma non impossibile!

Per approfondire il tema delle regole per i bambini leggi anche l’articolo Regole per bambini: imporle o stabilirle insieme?

Foto di pubblico dominio su Wikimedia commons e di Boston Public Library su Flickr.

 

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