“Quando una madre aborigena si accorge che la sua bambina tenta le prime parole, le lascia toccare “le cose” di quella terra: foglie, frutti, insetti e via dicendo. La bambina, al seno della madre, giocherà con la “cosa”, le parlerà, la proverà con i denti, imparerà il suo nome, e lo ripeterà. (Bruce Chatwin)

“Nel primo anno di vita il bambino esplora con le mani e con la bocca gli oggetti a sua disposizione, il suo intelletto si sviluppa rapidamente in risposta a flussi di stimoli provenienti dall’ambiente; in seguito, la conquista della deambulazione e del movimento ampliano le sue possibilità di esplorazione, cerca gli oggetti, li sposta nell’ambiente, li mette insieme, li impila uno sopra l’altro, li esamina, li ripone in contenitori, che riempie e svuota, per nascondere e scoprire, li incastra uno nell’altro, ricerca, come un piccolo scienziato, il loro possibile utilizzo e la loro funzione, cosa è possibile fare con essi.”

In queste poche righe, l’educatrice e pedagogista britannica Elinor Goldshmied descrive l’attività spontanea e naturale del bambino durante il primo e il secondo anno di età: il piccolo ricerca continuamente e accoglie gli stimoli provenienti dall’ambiente esterno, che gli consentono di sviluppare sempre nuove connessioni cerebrali, per fare poi uso delle informazioni raccolte.

Strumento primario di conoscenza e comunicazione del bambino nel primo e secondo anno di vita è proprio il corpo: attraverso i sensi egli riceve ed elabora le informazioni sensoriali provenienti dal mondo cui appartiene, costruendosi immagini mentali degli oggetti che esplora, per familiarizzare con essi e quindi, successivamente, giocarci, attribuendovi significati diversi da quelli reali.

Per arrivare a poter giocare con un oggetto, il bambino ha bisogno di un tempo per per conoscerlo e scoprirlo: l’esplorazione sensoriale è la prima forma di conoscenza e familiarizzazione con il mondo e gli oggetti circostanti.

Per questo, Elinor Goldshmied ha ideato il “Cestino dei Tesori”, un’interessante proposta ludica realizzabile a casa o al nido con i bambini a partire dai 6 mesi o, comunque, da quando riescono a mantenersi in posizione seduta. Caratteristica del Cestino dei Tesori è di raccogliere e fornire una ricca varietà di oggetti comuni, che si possono trovare in tutte le case e che vengono scelti per stimolare tutti i sensi e per dare risposta al naturale desiderio di indagine e ricerca, che il bambino porta con sé fin dalla nascita.

Come preparare un Cestino dei Tesori

Il genitore o l’educatore devono semplicemente predisporre un cestino, possibilmente fatto di materiale naturale e senza manici, riempito fino all’orlo con oggetti diversi, che possano offrire al bambino diverse sensazioni, percepibili con tutti i sensi.

Nella scelta di oggetti e materiali può essere utile che l’adulto ne esplori lui stesso le caratteristiche, in modo da percepire le sensazioni che deriverebbero al bambino dall’esplorazione: facendo questo, ci si rende immediatamente conto di quanto gli oggetti di plastica siano assolutamente inadeguati e privi di qualunque valore per il bambino, poiché incapaci di trasmettere sensazioni piacevoli, soprattutto al tatto.

Per questo, Elinor Goldshmied suggerisce di riempire il cestino con oggetti naturali o fatti con materiale naturale, oggetti di legno, di metallo, carta e cartone di vari tipi, oggetti di pelle, tessuto, gomma o pelo…oggetti che forniscano al bambino sensazioni piacevoli e di valore.

Il bambino, seduto accanto al cestino, può sperimentare la novità del materiale messo a disposizione, scoprendone il peso, la dimensione, la forma, la consistenza, il rumore, l’odore e tutte le innumerevoli altre proprietà e caratteristiche….attraverso le mani, la bocca, il proprio corpo!

In tanta varietà di oggetti, il bambino fin da molto piccolo sperimenta la capacità di selezionare e, quindi, di scegliere, tornando sull’oggetto che gli ha procurato le sensazioni più piacevoli, che ha attirato di più la sua attenzione e il suo interesse.

Osservando i bambini durante queste esperienze, il genitore o l’educatore si accorgono della loro grande capacità di concentrazione e di scelta: anche i più piccoli si dedicano all’esplorazione di un singolo oggetto per molto tempo ed imparano a scegliere, tra tanti, quello preferito!

Se poi, successivamente, accanto al cestino vengono messi alcuni barattoli, il bambino può sperimentare i primi travasi da un contenitore all’altro.

Il ruolo dell’adulto durante il gioco con il Cestino dei Tesori

Dopo aver preparato il cestino ed averlo messo a disposizione del bambino, il genitore o l’educatore devono lasciare libero il bambino di esplorarlo, senza intervenire attivamente per indirizzare le sue scelte.

Durante l’esplorazione, l’adulto deve essere in disparte, ma presente, perché può rappresentare per il bambino un’“àncora emotiva”: il bambino che si avvicina o che si rivolge alla mamma o al papà con l’oggetto scelto, fra tanti a disposizione, si aspetta di ottenere conferma al piacere provato nell’esplorare e nel conoscere proprio quell’oggetto, così come si aspetta di avere conferma sulle caratteristiche in esso percepite. L’adulto deve quindi conservare un atteggiamento tranquillo e attento, intervenendo solo al bisogno del bambino, per lasciargli il tempo di conoscere in autonomia il mondo, restituendogli la competenza di “piccolo ricercatore” che gli è propria!

Dopo un tempo variabile, che dipende sia dalle attitudini del bambino, sia dalla qualità degli oggetti proposti, il contenuto del cestino dovrà essere modificato, in tutto o in parte. Sarà facile accorgersi quando è giunto il momento di sostituire alcuni oggetti, semplicemente perché il bambino non dedicherà più attenzione ad essi, considerandoli già noti e quindi “poco interessanti”. Ciò non significa che questi oggetti debbano essere messi da parte definitivamente: basterà attendere alcuni giorni o settimane per riproporli, magari associandoli in modo diverso.

Mamma e papà devono assicurare al proprio figlio un’esperienza di gioco che sia di valore e sicura: per questo il contenuto del cestino deve essere periodicamente rinnovato e controllato, per verificare che non ci siano oggetti rotti o pericolosi.

Non servono giocattoli perché un bambino possa crescere e apprendere: l’esplorazione, l’osservazione, la ricerca, l’indagine sono le sue naturali attitudini! Quante volte mi sento dire dai genitori “è più interessato al cucchiaio di legno, che ai giochi che gli compro, come quelli sonori!”. Certo! Il bambino ha bisogno di oggetti e materiali che suscitino il suo interesse, per essere stimolato ad esplorarli e a familiarizzare con loro. Spesso questi oggetti sono già presenti nelle case!

Il Cestino dei Tesori può rappresentare una valida proposta ludica per accogliere il bisogno dei propri bambini di conoscere, esplorare e vivere il mondo fin da piccoli, con la complicità e il supporto emotivo di chi si prende cura di loro, senza intrusione ma con un’ attenta, rispettosa e accogliente presenza.

Il Cestino dei Tesori: un gioco di scoperta

Foto di copertina di Sonia Ferrari © tutti i diritti riservati.

Foto dell’articolo di LizMarie_AK su Flickr.